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Don Gonzalo Pirobutirro 10 Set 2010 11:38
donazione immobile
On Fri, 10 Sep 2010 01:57:15 -0700, spago wrote:

> per cui vorrei qualche indicazione qui potendomi avvalere di una sorta
> di anonimato sulla cosa
>
Vi serve un avvocato disposto ad assistervi altrimenti qualunque risposta
riceviate qui sarà inutile.
In ogni caso sappiate che ci sono più strade percorribili che vanno
verificate sui documenti:
1. Se la prozia e le sorelle non hanno mai diviso la comunione ereditaria
e l'immobile donato vi ricade, allora la prozia potrebbe avere donato
solo la sua quota e voi, subentrati, potreste dare qualche fasti
all'associazione.
Ad esempio se la prozia non ha ricevuto l'immobile per disposizione
specifica del de cuius, ma ne ha solo goduto di fatto con il consenso
delle coeredi, allora ci potrebbero essere persino gli estremi per
esercitare il retratto successorio, recuperando l'immobile.
2. Se la formulazione dell'atto di donazione lo consente, si potrebbe far
applicare dal giudice queste norme:
Art. 793.
Donazione modale.

La donazione può essere gravata da un onere.

Il donatario è tenuto all'adempimento dell'onere entro i limiti del
valore della cosa donata.

Per l'adempimento dell'onere può agire, oltre il donante, qualsiasi
interessato, anche durante la vita del donante stesso.

La risoluzione per inadempimento dell'onere, se preveduta nell'atto di
donazione, può essere domandata dal donante o dai suoi eredi.

3. Se la prozia non è in grado di badare a se stessa e non ha mezzi di
sussistenza, allora si potrebbero invocare queste norme:
Art. 437.
Obbligo del donatario.

Il donatario è tenuto, con precedenza su ogni altro obbligato, a prestare
gli alimenti al donante, a meno che si tratti di donazione fatta in
riguardo di un matrimonio o di una donazione rimuneratoria.

Art. 438.
Misura degli alimenti.

Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in istato di
bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda
e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono
tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando,
avuto però riguardo alla sua posizione sociale.

Il donatario non è tenuto oltre il valore della donazione tuttora
esistente nel suo patrimonio.

Art. 801.
Revocazione per ingratitudine.

La domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che
quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e
3 dell'articolo 463, ovvero si è reso colpevole d'ingiuria grave verso il
donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui
o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli
articoli 433 435 e 436.

Altro non vi si può rispondere, senza indurvi in errore: si tratta di una
situazione complicata che non può essere risolta in astratto, ma
adattandosi ai singoli fatti e che richiede una certa ponderazione.
Trovatevi un avvocato disposto ad assistervi e discutete queste
possibilità con lui.

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